Ghana

Sono già in fase di attuazione i seguenti progetti:

Nel villaggio di pescatori Aflasco a Keta sorge un piccolo compound gestito da Antonella Sinopoli, giornalista e blogger, direttore della testata Voci Globali che scrive di Africa, diritti umani e giustizia sociale e responsabile di Ashanti Development, che si occupa di attività di sostegno delle famigli e di comunità rurali: sanità, educazione, microcredito, piccoli progetti di impresa.
Il compound è composto di una capanna piccola, una capanna grande, una cucina e una zona toilette!
Ospita viaggiatori dal «tessuto» spartano.
Vivere in un villaggio vuol dire sperimentare la vita in questa parte dell’ Africa, sopravvivenza e lotta quotidiana.
Essenzialità delle cose.
La doccia si fa usando i secchi d’ acqua presi al pozzo.
La corrente è davvero «alternata».
Il problema principale è l’ acqua.
La gestione del compound da modo di originare modestissime cifre da destinare ai progetti appena elencati.

1. Il Gruppo Sole ha dato il via alla costruzione di una linea di tubazioni per portare l’acqua dal pozzo che dista un paio di kilometri al villaggio di pescatori evitando in tal modo l’ attuale faticoso approvvigionamento quotidiano con le taniche da 30 litri.


2. Istruzione ragazzi discarica di Accra (Sodoma e Gomorra)
Agbogbloshie: nome impronunciabile.
Meglio conosciuta come Sodoma e Gomorra distante qualche kilometro da Accra, capitale del Ghana, ospita la grande discarica di rifiuti tecnologici che gode della fama di essere il luogo più inquinato della Terra.
E’ il risultato della ricchezza mal distribuita, mancanza di controlli sulla gestione dei rifiuti tecnologici, della corruzione e concussione, della mancanza di rispetto dell’ ambiente: frigoriferi, computer, stampanti, cellulari, forni elettrici, coperture di grossi camion, confluiscono qui con grosse navi.
Tutto pronto per essere smantellato a mani nude o bruciato per ricavarne ancora parti interne: alluminio grezzo, fili di rame, coltan e quant’ altro.

Si calcola che ci vivano circa 80,000 persone alloggiate, si fa per dire, in baracche molto spesso messe su con le porte dei frigoriferi.
Qui uomini, donne e bambini scalzi, passano le giornate a rovistare nell’ immondizia respirando aria putrida, pestifera mortale.
Qui si cucina, si mangia, si vende.
Ci si vende. Circola droga, si fanno affari.
Affari miseri che ti consentono di arrivare al giorno dopo.
Un vero inferno a porte aperte.
Questo è Sodoma e Gomorra.
Antonella Sinopoli, responsabile di Voci Globali, residente in Ghana nella regione del Volta ha avuto una bella «pensata» e me l’ha trasmessa: quella di togliere dalla discarica alcuni ragazzi in età scolare e farli studiare in scuole private.
Quelle pubbliche ahimè non funzionano.
Il Gruppo Sole con il «groppo in gola» ha fatto propria questa bellissima idea autorizzando l’ immediata iscrizione di alcuni ragazzi/e alla scuola elementare.
Il costo è di 600€ per bambino all’ anno (3,000€).
L’ intervento dovrà essere garantito per un periodo minimo di 3 anni.
Domani, si spera, avremo meno ragazzi nella discarica nera dell’ occidente e più uomini consapevoli della tragedia umana nella quale l’ avidità del mondo occidentale ha sprofondato questa gente e vi pongano, per quanto possibile, rimedio.

Ad ottobre 2019 siamo riusciti a visitare questo sito, che rappresenta il dramma del ciclo sfrenato dei consumi.
Abbiamo incontrato qualche difficoltà nell’accedervi. Il nostro obiettivo fotografico dava giustamente fastidio ma ci tenevamo a documentare questa spaventosa realtà.
Siamo usciti dalla discarica con la pelle urticata e con gli occhi che bruciavano a causa dei fumi e delle esalazioni, ma anche con la consapevolezza delle colpe e delle responsabilità del mondo occidentale.
Un’ esperienza micidiale che ci fa riflettere sulle tante ingiustizie del mondo in cui viviamo e contro le quali ci dobbiamo battere.
Sulemana, Sherifatu e Nina non andranno più alla discarica: VANNO A SCUOLA.

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